Innovatori Jam 2011: un evento importante

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Il 13 e 14 settembre 2011 si è svolta sul web un’importante “kermesse”  promossa ed organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione” sul tema dell’innovazione e sviluppata attraverso un evento sociale virtuale finalizzato  a far  leva sull’ “intelligenza collettiva”.

Nella pratica dieci forum sui quali i partecipanti, come singoli cittadini o appartenenti a gruppi o comunità del web, potevano liberamente partecipare esprimendo opinioni, presentare idee e proposte su qualunque dei temi proposti.

Semplificando le cose, sull’arco delle due giornate, in una sorta di “social network” i partecipanti  hanno potuto lanciare discussioni, idee, inserire commenti, opinioni, suggerimenti su qualunque degli argomenti proposti e di interesse per essi.  Dal ttutto, anche attraverso  la segnalazione dei “facilitatori” ed il voto di preferenza e le segnalazioni degli stessi partecipanti, si sono sviluppate delle “linee di interesse”  principale, le quali saranno meglio evidenziate attraverso la prossima analisi dei risultati da parte degli organizzatori.

I titoli dei dieci Forum:

  1. Innovazione e internazionalizzazione: Italia degli Innovatori
  2. Giovani, talento e merito nella ricerca e nell’innovazione: come far emergere i geni del domani?
  3. Start up, incubatori, venture capital: a chi rivolgersi e come cominciare per creare una nuova impresa?
  4. I ranking dell’innovazione come misuriamo e classifichiamo l’innovazione?
  5. Accessibilità, apps e nuovi canali : i servizi online possono aiutare a semplificare la vita dei cittadini e delle imprese?
  6. Digital agenda: open data, cloud computing e bandalarga: quali priorità per l’agenda digitale?
  7. E-commerce & e-tourism come innovare in un settore fondamentale per il futuro del Paese?
  8. Il Codice dell’Amministrazione Digitale
  9.  Informazione e nuovi canali:come i nuovi strumenti del digitale possono abbattere il digital divide dell’informazione?
  10. Le Smart Cities del futuro? il tema delle Smart City può essere una nuova cultura per le città sostenibili del futuro? 

Anche chi scrive ha partecipato, da “jammer” e “facilitatore “su uno dei forum,  come parte di Inarcommunity, la comunità web degli ingegneri e degli architetti italiani che da circa 2 anni si muove sul terreno di un’innovazione sostenibile nell’architettura ed in tutti i campi dell’ingegneria (non solo quella civile/edile).

I numeri e le statistiche, fondamentali per comprendere la natura ed il risultato analitico di questa esperienza, verranno pubblicati ufficialmente sul sito dell’evento stesso, per cui non porterò dati e  numeri (al momento non ancora disponibili pubblicamente) ma solo impressioni personali.

In primo luogo penso che l’iniziativa vada nella direzione giusta, quella di un coinvolgimento della società, dei mercati e della cittadinanza a partecipare in processi nei quali poter  esser parte della  creazione del futuro del nostro Paese. In fondo l’idea è semplice, quella che attraverso lo sviluppo insieme  di idee, proposte ed  ipotesi di soluzione non solo sia più facile ottenere un maggior numero di buone idee, ma  anche accrescere quel grado di coesione sociale necessario per passare da una “cultura del lamento” e del “dare la colpa ad altri” a quella di mettersi in gioco, attraverso la creatività, le idee,  l’ingegno,  essendo dalla parte di chi la genera l’innovazione e non di chi la “subisce”.

Certamente siamo ancora ai primi passi e, come sempre, non tutto può filar liscio, ma il bicchiere è senza dubbio “mezzo pieno” e con la partecipazione e l’impegno non potrà che colmarsi presto del tutto. E quindi la partecipazione deve essere sempre maggiore (questa volta siamo stati in circa 2000 a fronte della capacità dell’applicazione software del partner tecnologico IBM  di sostenerne sino a 20000) e moltissimi dei  partecipanti erano di un’estrazione professionale già orientata all’uso di questo approccio e di questi strumenti. Ciò probabilmente anche per la natura dei dieci argomenti,  per ampi tratti assai specifica e per “addetti ai lavori”.

Per il futuro, a caldo, come argomenti di riflessione mi vien da dire:

  • Mirare con dei quesiti/temi  pù precisi gli argomenti, facilitando maggiormente la creazione di proposte che non opinioni e valutazioni sulla situazione esistente. Magari ogni argomento (forum) potrebbe essere una sorta di gruppo o stanza di lavoro dove attraverso delle domande/punti più specifiche, proposte dagli organizzatori,  si possa  puntare di più a cercare proposte di  “cose nuove” o di un “fare nuovo” di vecchie cose.
  • Estendere a temi ed argomenti più ampi e generali,  per un coinvolgimento sempre più ampio della cittadinanza e della società
  • Pensare anche agli strumenti che permettano poi di seguire lo sviluppo delle idee di innovazione in progetti e la rendicontazione di essi con criteri di trasparenza di come, da un dibattito e da un processo di “intelligenza colletiva” a cui si è partecipato, si sono ottenuti dei risultati per il Paese

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