Social network e innovazione delle idee, dei valori e della cultura

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Autore: Roberto Gallerani

Durante lo sviluppo e l’evoluzione di un social network che abbia come intento quello di dare corpo ad una nuova idea, arriva un momento in cui il fermento, spesso caotico, inizia a richiedere, da un lato, nuova linfa vitale per ampliare la portata ed il raggio di azione e, dall’altro, la capacità di esprimere una qualche forma di organizzazione dei contributi e degli sforzi della comunità. Gradualmente emerge dal network, prima, l’invocazione sommessa e poi la richiesta esplicita di figure, di volta in volta descritte come “ambasciatori”, “testimonial”, “tutor” e “divulgatori”, accanto a “moderatori” e “facilitatori” all’inizio, e quindi veri e propri “organizzatori”.

In taluni casi si creano anche dei “sondaggi” sul network, delle vere e proprie “primarie” per i diversi “ruoli”, con candidati e programmi.

Ora, un pensiero deve prima obbligatoriamente andare alla natura di un “social network” che miri a far emergere innovazione di valori ed idee attraverso il contributo di opinioni, incontri e scontri di una comunità sociale, qualunque essa sia. L’ “insieme è maggiore della somma delle parti” e quando le risorse in campo sono ancora insufficienti, gli “ambasciatori”, “testimoni(al)” o “tutor” che siano sono in fondo quelle figure in grado di attrarre il moto e le energie di masse ancora distanti dall’idea o dal “sogno” e, nel farlo, verificare e rafforzare insieme la portata e la forza di un “moto di aggregazione”.

Sono figure assimilabili a dei “catalizzatori sociali”, in grado di accelerare cioè dei processi di interazione umana e culturale, altrimenti più lenti. Poiché ci troviamo in un “social network” li potremmo anche chiamare “Social leaders”, capaci di scuotere gli animi accendendo l’entusiasmo e animando quanto di meglio c’è in ognuno di noi. A volte, parlando di leaders in generale, ne decantiamo la strategia, la forza e la carica nel gestire le situazioni e le risorse, ma in questo contesto forse sono coloro che sanno far meglio leva sulle emozioni e le doti delle persone, stimolando le energie, sostenendo e riconoscendo l’impegno di tutti, nelle diverse forme.

Sono figure che non sono “elette” o “nominate”, non parlano (scrivono) da un “pulpito” o da un “balcone”, ma sono presenti con sensibilità nei forum e nei gruppi di discussione giusti, al momento e con le parole giuste. Nascono naturalmente nel tempo dal “social network” stesso e dalla sua “logica intrinseca” che non accetta di buon grado “generali” o “comandanti”, sino al momento in cui, quasi all’improvviso , dal caos apparente della comunità virtuale emerge un’entità, un “soggetto” nuovo conforme a valori ed idee condivise.

In quel momento i “social leaders” da soli non sono più sufficienti e occorrono anche i “generali” per gestire il “dispiegamento” delle forze sul campo e l’attuazione delle strategie.

Mentre i “generali” preparano le possibili strategie operative e le tattiche di impiego dei mezzi e delle risorse, i “social leaders” devono far emergere il meglio delle capacità umane, essere “visionari” quanto serve nell’indicare una prospettiva diversa, una meta ed obiettivi comuni, che rendano tutti sempre più consapevoli dell’importanza e dell’essenzialità del loro contributo, creando coinvolgimento e impegno. Occorre che sappiano essere un pò “coach” nell’individuare le doti ed i limiti del “network umano” mantenendone alta la motivazione, ed essere “affiliativi” nel saper esprimere e condividere emozioni, rafforzando la coesione della comunità, ascoltandone al contempo con umiltà le istanze, le opinioni ed i consigli, creando infine fiducia, rispetto e coinvolgimento.

La complessità del profilo spiega la rarità di “social leaders” nei diversi network tematici; a volte essi sono ancora parzialmente nascosti nelle pieghe di alcune discussioni, non consapevoli della propria natura e di quella del mezzo, ed altre volte non sono ancora parte della comunità. Tuttavia la crescita della frequenza, della rilevanza e dell’intensità di questo processo di interazione culturale, è destinata a portare all’incremento di tali figure, con l’indubitabile beneficio di accelerare la trasformazione di idee di pochi in nuove idee di molti, affrontando esigenze e problemi da punti di vista diversi da quelli da cui hanno avuto origine: e se non è questa innovazione !


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